mercoledì 15 marzo 2017

Vaccini e libertà di informazione: sosteniamo il Dottor Gava



SOSTENIAMO IL DOTTOR GAVA
I medici che osano portare a galla la verità sommersa dei danni da vaccino subiscono sanzioni.
E' il caso del Dottor Gava che potrebbe essere oggetto di un provvedimento disciplinare per aver
espresso la propria opinione sui vaccini.
Ho sempre pensato che sia nostro dovere difendere la libertà di informazione-
E ognuno di noi può farlo con un semplice gesto: mandare una lettera per sostenere il Dottor Gava, medico che da anni si occupa di salute e danni da vaccini con serietà e moderazione.
Il sito del Dottor Gava http://www.robertogava.it/ 

ASSOCIAZIONE ASSIS
 
(Questa pagina è stata presa dal sito ASSIS, Associazione di studi e informazione sulla salute)

Nella pagina dell'ASSIS troverete anche il pdf da scaricare e allegare alla lettera di sostegno da inviare.
 http://www.assis.it/sostegno-al-dr-roberto-gava/

"Il dottor Gava potrebbe essere oggetto di un provvedimento disciplinare solo per avere espresso le sue idee, per aver manifestato il suo pensiero in ossequio alla libertà di espressione, di critica, di scienza e di insegnamento della scienza. Ha espresso posizioni critiche verso i trattamenti sanitari di massa, sostenendo la necessità di personalizzare qualsiasi terapia, sia preventiva che curativa, compresa la profilassi vaccinale, ha sempre tutelato la salute di ogni paziente nel rispetto del consenso informato e del principio di autodeterminazione.
Ognuno di noi può fare qualcosa per difendere principi fondamentali della nostra convivenza civile, quali la libertà di cura, di ricerca, di manifestazione del pensiero.

Vi chiediamo di inviare una mail ai seguenti indirizzi:


    di scrivere nell’oggetto:
    Sostegno al Dr. Roberto Gava
    di scrivere come testo:
    Buongiorno
    io, NOME COGNOME, invio la lettera allegata a sostegno del Dr. Roberto Gava.
    Cordiali saluti
    NOME E COGNOME
    di allegare alla mail il file PDF scaricabile cliccando il pulsante rosso"


 

sabato 4 marzo 2017

Roberto, il tumore al pancreas e il Metodo Di Bella.



ROBERTO E IL CANCRO AL PANCREAS
Ecco una delle numerose testimonianze sull'efficacia del Metodo Di Bella.
La sua storia è stata anche pubblicata nel mese di Gennaio del Secolo XIX, nella pagina di la Spezia.
Roberto, dopo l'operazione, aveva una prognosi terribile e sarebbe dovuto vivere al massimo 6 mesi.
Ma grazie alla sua tenacia e alla dedizione di Paola, la sua compagna, che non si è mai rassegnata alla diagnosi, approdano al Metodo Di Bella, vincendo la lotta contro il cancro.
Anche Roberto come altri pazienti che scelgono questa cura, ha chiesto il risarcimento per le spese affrontate per vincere il tumore, ma purtroppo senza esito.
(una spesa  di 26.000 euro, pochissimo se paragonata al costo delle cure tradizionali)
Grazie Roberto per la tua testimonianza.

Anna

LA TESTIMONIANZA DI ROBERTO
Ho deciso di raccontare la mia storia, almeno quella degli ultimi anni. chi vuole la legga a chi non interessa, faccia come crede.
Nel luglio del 2008, ero segretario generale della uil di Savona, salotti importanti, discreto tenore di vita, vita non facile avanti e indietro, ancora di più avendo colei che poi è diventata mia moglie, residente in trentino, sul lago di Garda.
Tumore al pancreas
Agosto parto per il Trentino, Paola mi trova ingiallito in viso, il lunedì mi porta al pronto soccorso di Arco, il medico mi prescrive esami più approfonditi, dopo alcuni giorni
La diagnosi è tremenda: adenocarcinoma alla testa del pancreas, nella maggior parte dei casi non lascia scampo.
Il 25 agosto vengo operato, 9 ore, struttura ospedaliera bellissima, mi viene asportato il digiuno, la testa del pancreas e 2/3 dello stomaco, inoltre viene staccato lo stomaco dal pancreas.
Dopo una decina giorni, il mio quadro clinico si aggrava, vengo portato d'urgenza in setticemia all'ospedale di borgo Trento a Verona, dove vengo rioperato, fatto l'ago aspirato ventrale da sveglio, intubato perché il liquido mi era entrato nei polmoni e non respiravo, insomma 15 giorni in rianimazione grave, e 15 in rianimazione.
Giornate tremende, ma non ho mai mollato di un cm, ho sempre lottato, sembra che sto meglio e vengo ritrasferito ad arco, e sono passati due mesi dal ricovero. Dopo un mese di tentativi per cibarmi da solo, continuo a perdere peso, fino a diventare 56 chili e non riuscire a stare in piedi, al punto di muovermi in sedia a rotelle.
Il primario convoca mia moglie(allora compagna),e le comunica che non c'è più niente da fare 6 mesi al massimo, e mi mettono alla porta. Sconforto immaginabile, la morte ti guarda negli occhi, e sei debole al momento, ma poi la voglia di vivere, il carattere, obbiettivi ancora da raggiungere, gli affetti, hanno il sopravvento.
Torniamo a Spezia per morire nel mio letto, all'ospedale di Spezia oncologia mi guardano sulla sedia e a mia moglie gli dicono: cosa ci facciamo?
MDB '98: La protesta scende in piazza.

LA SVOLTA
Decido di sposare Paola per lasciargli almeno la pensione, nel frattempo non si da per vinta, cerca qualcosa di alternativo ma non di empirico, la scelta cade sulla cura di bella basata su medicinali presenti in tutti gli ospedali ed in tutte le farmacie, per farla breve, comincio la cura il 20 novembre, il 22 mi sposo, al rinfresco ho trattenuto per la prima volta i liquidi, e da lì un crescendo.
Sorvolo sui 2000 euro al mese che ho speso per la cura, sorvolo che mi hanno fatto perdere la causa per il risarcimento, l'unico dato certo, è che sono ancora qui, e lotto contro i geni della medicina, che pensano che l'alternativa alle loro cure è la morte.

Roberto

P.S.Nell'intervista al Secolo XIX Roberto dichiara: "Non sono risucito a vincere la causa, ma sono ancora qui e oggi lotto contro chi sostiene che l'unica alternativa alla medicina ufficiale sia solo la morte. Non è giusto. Ma se si arrende e alza le braccia e non più darti alcuna possibilità, è giusto che ciascuno si batta per la propria vita, anche con metodi diversi."


TUMORE AL PANCREAS
Ricordiamoci che il cancro del pancreas è uno dei più terribili.
"Fino a pochi anni fa la sopravvivenza media dal momento della diagnosi di tumore al pancreas era attorno ai 3-6 mesi ed una sopravvivenza di 5 anni era riscontrata in meno del 5% dei casi; ad oggi è stato fatto qualche passo in avanti, ma ancora non sufficientemente sensibile.
La mortalità per questo tipo di tumore a 5 anni dalla diagnosi si avvicina al 99%, facendo sì che il cancro al pancreas goda del triste primato di tasso di mortalità più elevato tra tutti i cancri."